Conca glaciale dello Jof di Montasio

Coordinate GB X: 2399996.81920 Y:5144103.48930
Quota Min: 1879.00 Max:2311.40
Località Alta Val Saisera
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Geomorfologia
Interesse secondario Didattico,Naturalistico,Paesistico
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano Si
Accesso A Piedi (Molto difficile)
Periodo di visita Dalla primavera all'autunno.
Note
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio Alpino
Tipo Amb. Paesaggistico Valcanale
Note vincoli zonazione Tipo Ambiente Paesaggistico: Valcanale, Canal del Ferro.
Proposta tutela Superflua
Descrizione del degrado
Descrizione
Il ghiacciaio si trova sul lato settentrionale del Jôf di Montasio sul versante che si affaccia sulla Val Saisera. A segnalarne l'esistenza nella letteratura scientifica per la prima volta fu Ardito Desio. Egli vi si imbatte nel 1920 quando dopo la Grande Guerra del '15-18 ripresero le osservazioni glaciologiche sulla Alpi orientali.
Le ricerche che seguirono portarono all'identificazione di tre piccoli ghiacciai, rispettivamente chiamati ghiacciaio Occidentale, Orientale e Minore del Montasio. Complessivamente alla fine degli anni '60 raggiungevano la superficie di circa 10 ettari. Dei tre, attualmente rimane soltanto quello Occidentale, ridotto ormai ad una piccola placca di ghiaccio riparata da un canalone.
Punto di partenza obbligatorio per chi decide di intraprendere la scalata alla parete nord dello Jôf di Montasio seguendo la storica e suggestiva via Kugy, (in onore a Julius Kugy, padre e scopritore dei percorsi più affascinanti delle Alpi Giulie) il ghiacciaio del Montasio si presenta come un conoide di ghiaccio e neve alto circa 200 metri.
Le ricerche del secolo scorso hanno evidenziato una generale fase di ritiro a partire dal 1875 circa, interrotta da due deboli fase di avanzamento tra il 1908-1921 e gli anni '50-'60 del secolo scorso. In conseguenza del generalizzato problema dell'innalzamento della temperatura, anch'esso negli ultimi anni ha accusato sostanziali riduzioni di volume e sensibili arretramenti. Basta dare un'occhiata alle pareti rocciose che lo racchiudono e alla morena antistante per rendersi conto di quanto più ampio fosse solo qualche decennio fa, tanto è vero che l'attacco della via Kugy, una volta senza difficoltà di sorta, ora presenta un primo tratto con difficoltà di III e IV grado. Tale situazione, se non interverrà un'inversione di tendenza, porta ad ipotizzare per un prossimo futuro, la sua completa scomparsa.
Nel settembre del 1993, a seguito di un periodo di piogge particolarmente intense, si è formata una colate detritica formata dalle detriti ghiaiosi che ricoprivano parte della superficie del ghiacciaio. Anche il fronte destro della morena antistante ha subito un cedimento. Compiuto un salto di circa 1000 metri di dislivello, la massa di detriti (stimata in alcune decine di migliaia metri cubi) si è riversata a valle, depositandosi in fondo al Torrente Saisera. Questo crollo ha contribuito a mettere a nudo parte del ghiaccio da sempre interrato sotto i detriti morenici, rendendolo ancora più vulnerabile all'azione degli agenti atmosferici.
Comunque le ultime osservazioni, effettuate da studenti dell'Istituto “I.Bachmann” di Tarvisio nel 2004 e 2005 segnalavano una pur debole ripresa dei volumi glaciali, almeno rispetto alla situazione del 1993. Non ci sono notizie sulla situazione del ghiaccio negli ultimi anni, che, notoriamente, sono stati tra i più caldi degli ultimi 120 anni.
Giudizio Insieme al ghiacciaio del Canin quello del Montasio rappresenta, o meglio rappresentava, l'ultimo residuo della vasta calotta glaciale che fino a 30000 -18000 anni fa ricopriva la maggior parte della Catena Alpina, comprese le aree montuose del Friuli Venezia Giulia. Il ghiaccio o le superfici, che fino a pochi decenni fa il ghiaccio ricopriva, rappresentano quindi strutture fossili di grande interesse. Nonostante le modeste dimensioni, inoltre, l'importanza del ghiacciaio del Montasio, rimane comunque notevole: si tratta dei ghiacciai più orientali dell'interno Arco Alpino, e che si trovano a quote eccezionalmente basse rispetto a quelli del settore occidentale della Catena. La cresta rocciosa che li protegge, infatti, raggiunge raramente i 2500 metri di altitudine e il loro limite inferiore si trova poco oltre i 2000 metri.
Commenti aggiuntivi
Il geosito è ben osservabile dal Jof di Sompdogna. Per raggiungere la morena frontale si può percorrere il sentiero attrezzato “Anita Goitan” a partire dal Bivacco Stuparich, a cui si arriva salendo dal fondo della Val Saisera per il sentiero CAI n.611.
Bibliografia
ISTITUTO SUPERIORE ISTRUZIONE SECONDARIA " I.BACHMANN" (2006) - Il ghiacciaio del Montasio. Intereg III Italia - Austria, pg. 82, Tarvisio.

SERANDREI BARBERO R. (2002) - 3.1.7 - I ghiacciai Occidentale e Orientale del Canin dalla fine della Picolla Età Glaciale ad oggi. In: In: CARULLI G.B., editore, (2000) - Guida alle escursioni. Società Geologica Italiana - 80° Riunione Estiva, Trieste, 6-8 settembre 2000. Ed. Università di Trieste: 97-101, Trieste.

SIMONETTO L. (2003) - I ghiacciai del Friuli: analisi storica e dati attuali. In: MUSCIO G.,a cura di, (2003) - Glacies. L'età dei ghiacci in Friuli - ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni. Museo Friulano di Storia Naturale, 107-111, Udine.

Http://www.aineva.it/pubblica/neve43/montasio.htm