Delta del Fiume Tagliamento

Coordinate GB X: 2371927.23830 Y:5056333.13310
Quota Min: 0.10 Max:5.50
Località Foce del Tagliamento - Lignano Riviera
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Nazionale
Interesse primario Geomorfologia
Interesse secondario Naturalistico,Idrogeologia,Sedimentologia
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano Si
Accesso A Piedi (Molto facile) - Barca (Facile)
Periodo di visita Tutto l'anno ma in particolare dalla primavera all'autunno.
Note Vista l'estensione del geosito, una visione di insieme è possibile solo dall'alto. L'osservazione delle singole specificità morfologiche è agevole mediante brevi deviazioni dalla rete stradale comunale oppure mediante motobarca lungo la foce.
Stato di conservazione Pessimo
Tipo Paesaggio Paesaggio della Bassa Pianura
Tipo Amb. Paesaggistico Bassa Pianura delle Bonifiche a Scolo Meccanico e dei Boschi Planiziali
Note vincoli zonazione Il geosito è in parte Sito di Importanza Comunitaria, Zona di Protezione Speciale e Zona Umida. E' interessato da Boschi Planiziali e Prati Stabili (D.G.R. 14.09.07 n. 2166). Tipi di Paesaggio: della Bassa Pianura, della Laguna.
Proposta tutela Necessaria
Descrizione del degrado
Il grande corpo deltizio è in buona parte occupato dal centro turistico di Lignano Sabbiadoro. Pur se fortemente antropizzato soprattutto nella zona dell'insediamento balneare, il delta presenta elementi, che stanno ad indicare soprattutto a grande scala un apparato geomorfologico di assoluta valenza.
Descrizione
Il delta del Tagliamento è contraddistinto da una tipica struttura a cuspide con due promontori a forma di ala, che si allargano in due penisole simmetriche ove sorgono i centri turistici di Bibione e di Lignano. Complessivamente il delta ha una forma triangolare con la base di circa 15-16 km tra porto Baseleghe a Ovest e la Bocca lagunare di Lignano ad Est. L'altezza di questo triangolo tra la foce del Tagliamento e l'abitato di Bevazzana è di circa 5 km.
Secondo recenti studi stratigrafici l'odierno sistema deltizio si è formato nell'arco di circa 2000 anni, dopo che l'ultima di una serie di diversioni fluviale post glaciali aveva fatto gravitare l'asta terminale del fiume più ad oriente, andando ad occupare parte della preesistente laguna di Marano. L'evoluzione della foce del Tagliamento sembra confermare l'ipotesi di Marinelli (1926) secondo la quale tutti i delta italiani si sarebbero formati negli ultimi 2500 anni, in risposta all'intensa deforestazione operata dagli Etruschi, dai Celti e dai Romani, che ha accelerato il processo erosivo del suolo e, conseguentemente, incrementato il trasporto solido fluviale.
La forma deltizia cuspidata è legata alla prevalenza dell'energia del moto ondoso su quella del fiume e più precisamente alla capacità delle onde di ridistribuire lungo costa il materiale trasportato alla foce, anche perché il delta tilaventino è direttamente esposto ai marosi di Scirocco, vento responsabile delle più violente mareggiate nel Nord Adriatico.
E' caratteristica di un delta cuspidato in equilibrio la formazione di cordoni dunosi subparalleli alla linea di riva. Ancor oggi è infatti possibile osservare la struttura del delta e identificare circa una trentina di cordoni dunosi intercalati da bassure, sui quali si è impostata una tipologia di vegetazione rispettivamente arborea ed arbustiva, che ne permette l'identificazione. Gli insediamenti turistici, avvenuti soprattutto negli anni '50 e '60 del secolo scorso, hanno provocato la distruzione di estesi tratti di rilevato dunale, soprattutto sul versante di Lignano. Alcuni cordoni dunari sono comunque ancora riconoscibili sia lungo il tratto terminale del Tagliamento in riva sinistra subito alle spalle di Lignano Riviera, sia nel settore centrale delle penisola nel sito delle Colonie elioterapiche. Anche lungo il settore di Bibione le dune, che qui raggiungevano l'altezza di 8 metri, si conservano soprattutto in vicinanza dell'alveo del fiume, mentre sono oggigiorno praticamente assenti sul restante tratto più occidentale.
L'andamento subrettilineo di queste forme, che segue grossomodo quello dell'attuale linea di costa, è la diretta testimonianza di una progressiva crescita del delta, tecnicamente detta “progradazione”. In particolare la parte apicale, cioè quella più protesa verso il mare e più vicina alla foce fluviale, dove si conserva la successione pressoché completa delle fasi di progradazione, ha avuto un tasso di avanzamento medio verso mare negli ultimi 2-3 secoli di oltre 3 m/anno. L'accrescimento non è tuttavia avvenuto in modo continuo, ma piuttosto ad intermittenza, cioè secondo un succedersi di momenti di crescita e di stasi deposizionale, se non addirittura di arretramento, legati sia a cicli climatici che a fattori antropici per la trasformazione dell'uso del territorio.
Giudizio Il Tagliamento è il fiume più lungo e importante del Friuli. Possiede ancora tratti ad elevata
naturalità e il suo apparato deltizio è l'unico esempio moderno a forma cuspidata nel Mar
Adriatico. Questo è in buona parte occupato dal centro turistico di Lignano Sabbiadoro. Pur se
fortemente antropizzato dall'insediamento, il delta presenta elementi, che stanno ad indicare
soprattutto a grande scala un apparato geomorfologico di assoluta valenza.
Commenti aggiuntivi
Si è deciso di limitare l'area competente al delta a valle della Litoranea Veneta e a una fascia di 50 m dalla linea di costa. Si potrebbe in verità tracciare un limite presunto che comprende anche il delta sommerso. Per rappresentare in modo compiuto il delta si sono riportati anche i limiti che ricadono nella Regione Veneto.
Bibliografia
BONDESAN A. & MENEGHEL M., a cura di, (2004) - Geomorfologia della Provincia di Venezia. Note illustrative della carta geomorfologica della provincia di Venezia, Esedra Editrice, Padova.

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FONTANA A. (2006) - Evoluzione geomorfologica delle bassa pianura friulana. Pubbl. n.47 del Museo Friulano di Storia naturale, Udine, 288 pp.

FONTOLAN G. (2006) - Il nastro litoraneo tra banchi di sabbia e moto ondoso. In: Bianco F., Bondesan A., Paronuzzi P. & Zanferrari A., a cura di, (2006) - Il Tagliamento, Università di Udine, Cierre Edizioni, Circolo Menocchio, 152-159.

MARINELLI O. (1926) - Sull'età dei delta italiani, in “La Geografia”, 1/2 pp. 21-29.

MAROCCO R. (1991) - Evoluzione tardopleistocenica-olocenica del delta del fiume Tagliamento e delle lagune di Marano e Grado (Golfo di Trieste), in “Il Quaternario”, n. 4, 223-232.